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Italia: 8000 Comuni, storia e digitale

Per quasi 8 anni abbiamo parlato di crisi, spesso come causa di tante difficoltà, spesso come scusa per certi comportamenti ed altri problemi. Ora abbiamo capito da dove è nata, gli ormai famosi mutui subprime, la finanza malata e lo stop al credito. Ma nel frattempo cosa è successo?

Anche questa volta, come sempre in questi casi, c’è chi è riuscito a trarre un vantaggio da una situazione per i più sfavorevole. Banche Centrali Mondiali impegnate a salvare il salvabile e costo del denaro che è stato pressoché azzerato.

Se da una parte i risparmiatori si sono trovati spiazzati, senza poter più investire negli immobili in piena bolla, dall’altra le aziende, ma quelle attente e le Startup, hanno goduto di fiumi di liquidità ed investimenti a pioggia.

In Italia abbiamo fatto poco e niente, siamo rimasti quasi fermi, prima a capire cosa stesse accadendo poi intrappolati nei nostri soliti problemi, in assenza di un sistema collaudato di azioni o soluzioni.
Eppure abbiamo così tanto che il mondo ce lo invidia.

Come spesso accade quando si parla del nostro bel paese le storie di successo sono da ricercarsi nelle iniziative e intuizioni del singolo, che sia un artigiano, un imprenditore o qualche visionario o Startupper.

E dopo la crisi finanziaria che rischiava di rallentare la globalizzazione è arrivata la tecnologia e con essa la disruption. Tutto ora è possibile: i Social ‎Network trascinano ogni cosa, buona e cattiva, le innovazioni sono ovunque e tanti nuovi modelli di business sono nati.

Il futuro è a portata di click e anche alcune aziende lo hanno capito.

Dobbiamo apprendere, studiare, testare. Agire, utilizzando storia, tradizioni e tecnologia.