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Startup pre-money valuation

Dal momento che la tua meravigliosa macchina aziendale riceverà un finanziamento, avrà una differente valutazione prima e dopo l’investimento stesso.

La pre-money valuation è proprio la valutazione preliminare che viene fatta prima di un investimento da parte di un investitore esterno, come venture capital o business angel, ed è necessaria per determinare l’ammontare del rientro in capitale del loro investimento. Questo investimento è calcolato su basi dilazionate; infatti molto probabilmente riceverai tornate di finanziamenti (Round A, B, C, ecc…) piuttosto che una grossa cifra al fine di diminuire il rischio per gli investitori e motivare l’imprenditore. I concetti di pre- e post-money valuation si applicano ad ogni tornata e ci sono diversi metodi di calcolo.

Uno dei metodi più utilizzati:

Round A
Gli azionisti della XXX srl possiedono 100 azioni, al 100% in equity. Se un investitore immette 10 milioni di dollari (round A) nell’azienda in rientro per 20 azioni appena emesse, la post-money valuation sottintesa sarà:
$10 milioni * (120 / 20) = $60 milioni
Ciò implica una pre-money valuation uguale alla post- meno l’ammontare dell’investimento. In questo caso:
$60 milioni – $10 milioni = $50 milioni
Gli azionisti diluiscono la loro proprietà a 100/120 = 83,33%
Round B
Si assuma che la stessa XXX srl ottenga la seconda tornata di finanziamento, round B. Un nuovo investitore si accorda per fare un investimento di $20 milioni per 30 azioni appena emesse. Se si segue l’esempio precedente, egli possiede 120 azioni in arretrato. La post-money valuation è:
$20 milioni * (150 / 30) = $100 milioni
La pre-money valuation è:
$100 milioni – $20 milioni = $80 milioni
Gli azionisti originari diluiscono ulteriormente la loro proprietà a 100/150 = 66.67%.
Upround and downround sono tue termini associati alla pre- e post-money valuation. Se la pre-money valuation della tornata imminente è più alta rispetto alla post-money valuation dell’ultima fase, l’investimento viene chiamato upround. Viceversa l’opposto sarà il downround. Nel caso precedente il round B era un investimento upround, per il fatto che la pre-money B ($80 milioni) era più alta rispetto alla post-money A ($60 milioni). Un’azienda di successo ha solitamente una serie di upround fino a che non venga fatta un’offerta pubblica iniziale (IPO), sia venduta o incorporata. Downround sono delle fasi gravose a carico degli azionisti e imprenditori, per le loro sostanziali perdite di proprietà e il danno che provocano alla reputazione dell’azienda. Tuttavia furono comuni durante la bolla finanziaria delle dot-com, dal 2000 al 2001.

Un secondo metodo:

Team
Team con un solo fondatore e alla prima esperienza (1)
Team ben assortito (tech+webdesign+prodotto/marketing) senza precedenti esperienze imprenditoriali (2)
Team ben assortito con buone esperienze precedenti (4)
Team di veterani del digitale con aziende e exit di successo alle spalle  (7)
Top team, precedente IPO piuttosto che trade sale da 50+ milioni di Euro (10)
Prodotto
Solo un’idea (1)
Un’idea ben argomentata e con interviste sul campo che ne validano i principi (2)
Prototipo ben sviluppato in beta e visibile online (3)
Beta online da qualche mese e primi cicli di iterazione già compiuti (4)
Prodotto stabile e ben sviluppato (5)
Trazione
Nessuna (0)
Alpha privata con waiting list corposa e primi commenti positivi al servizio (2)
Beta pubblica con crescita stabile e costante (3)
Beta pubblica con crescita verticale (5)
Crescita esponenziale (8)
Economics
nessun ricavo (0)
primi ricavi senza particolare crescita (1)
ricavi all’inizio ma con crescita sensibile mese/mese (3)
ricavi stabili e in forte crescita (4)
ricavi in crescita esponenziale (6)
Dimensione del mercato potenziale
Solo mercato italiano in una nicchia. Total addressable market < 50 milioni di Euro (0) Mercato internazionale in una nicchia. TAM > 250 milioni di Euro (1)
Solo mercato italiano. TAM > 250 milioni di Euro (2)
Mercato internazionale. TAM = 1 miliardo di Euro (4)
Mercato internazione. TAM > 1 miliardo di Euro (6)

Tabella sulle valorizzazioni pre money:
tra 1 e 4 punti – 0 valore
tra 4 e 6 punti – tra 100k e 300k Euro
tra 7 e 11 punti – tra 400k Euro e 800k Euro
tra 12 e 15 punti – tra 1 e 3 milioni di Euro
tra 16 e 18 punti – tra 3 e 5 milioni di Euro
19-20 punti – tra 6 e 10 milioni di Euro

Terzo metodo – Venture capital method:

La valutazione delle startup al primo round.
Nel caso di startup di recente costituzione, la valutazione dipende in gran parte dalla convinzione che la startup è in grado di generare negli investitori circa la crescita che sarà in grado di produrre nel futuro. Generalmente la valutazione viene determinata con un processo inverso rispetto a quello che puoi immaginare.
Supponiamo che sia la tua startup, e che la tua startup abbia bisogno di 100.000 euro per fare crescere il suo progetto nei prossimi 18 mesi. Questa cifra non è negoziabile perché si tratta dell’ammontare minimo necessario per garantire la crescita. L’ammontare dell’investimento è dunque determinato ex ante.
Ciò che non è determinato è, invece, la quota che la startup cederà all’investitore in cambio dei 100.000 euro di investimento. La quota non dovrebbe essere superiore al 50% perché altrimenti rischieresti di essere meno motivato a lavorare. Non potrà nemmeno essere troppo alta, altrimenti non ci sarebbe spazio per nuovi investitori in un eventuale round successivo. La quota generalmente ceduta per investimenti di questo tipo è, dunque, individuabile in una forchetta che va da 5% al 20%.
Se l’investimento è di 100.000 euro e la quota da te ceduta è tra il 5% e il 20%, allora la pre-money sarà tra 500.000 mila euro (per il 20% della società) e 2 milioni di euro (per il 5%).
La scelta della quota dell’investitore è determinata da:

  • quanto gli altri investitori hanno valutato in passato o stanno valutando startup simili
  • le potenzialità di crescita della startup
  • metriche di rilievo: fatturato, utenti, traction, reputazione.

Le startup che si trovano a chiudere un round di tipo seed con un venture capital sono spesso valutate con un metodo leggermente differente dal precedente, anche se non sviluppato nei dettagli. Si tratta del cosiddetto venture capital method. Questo metodo è stato elaborato nel 1987. Il primo ad utilizzarlo è stato Bill Sahlman, professore della Harvard Business School.
Il calcolo della valutazione è basato sul Return On Investment (ROI) atteso e sul Terminal Value, che misura il prezzo di vendita della startup atteso a circa 5-8 anni.
Nel caso di chiusura del primo round, la formula da applicare è la seguente (Fonte: hbs.edu):
ROI = Terminal Value / Valutazione Post-money
Quindi:
Valutazione Post-money = Terminal Value / Anticipated ROI

Vediamo nel dettaglio i precedenti termini e facciamo un esempio.

Per individuare il Terminal Value si possono utilizzare vari metodi. In genere, quando si tratta di startup non si usa calcolare il valore in base ai flussi di cassa futuri come in genere si fa per le aziende tradizionali, perché questi sono troppo incerti. Più spesso si utilizza il “Metodo dei Multipli”, un metodo comparativo, basato su indicatori che esprimono la relazione tra il valore della società a seconda del valore di società simili e alcune variabili fondamentali come fatturato e utili. Supponiamo che il Terminal Value sia di 50 milioni di euro.
L’anticipated ROI, invece, dipende dalla rischiosità dell’investimento. In generale è plausibile aspettarsi che 9 investimenti su un portfolio di 10 falliscano o non siano in grado di offrire un ROI superiore all’1x (uno per il valore investito – vale a dire il recupero completo dell’ammontare investito). Per questo motivo, tutti gli investimenti, prima di essere effettuati, devono essere plausibilmente in grado di offrire un ritorno tra dieci e venti volte il valore investito. Supponiamo, quindi, che l’Anticipated ROI sia del 20x.
Ecco che la formula diventa: Post-money = 50M€ / 20 = 2.5M€